Come scrivere un CV da inviare a un’impresa archeologica?

Di articoli sul web che offrono spunti per scrivere un Curriculum Vitae efficace ce ne sono moltissimi.

Preziosi ad esempio gli spunti di Roberta Zantedeschi (HR Business Writer), che trovate qui,  consigli fondamentali anche per presentarsi attraverso LinkedIn, ad oggi lo strumento più idoneo per la ricerca di lavoro e la costruzione della propria reputation professionale.

In questo articolo ci limiteremo perciò a dire cosa piace a noi in quanto ditta archeologica e quali sono gli elementi che ci invitano a mettere solo alcuni dei CV in cima alla pila di quelli che riceviamo, preferendoli a tutti gli altri.

 

In particolare vi diremo:

  1. Come scrivere una e-mail efficace per l’invio del CV
  2. Quali dettagli personali bisogna inserire nel CV
  3. I dettagli necessari per le attività di cantiere
  4. I formati e lo stile di scrittura che riteniamo più idonei

Scrivere una e-mail di presentazione efficace

 

Un primo aspetto che secondo noi fa la differenza è il modo in cui viene inviato il CV, ovvero come è stata redatta la mail che lo accompagna.

Cercate prima di tutto l’indirizzo e-mail più corretto a cui inviare la vostra lettera di presentazione, e assolutamente non lasciate visibili tutti gli (eventuali) altri indirizzi delle ditte a cui state la spedendo. Perché sì, purtroppo succede anche questo.

Per catturare l’attenzione è fondamentale il modo in cui formulate l’oggetto. Inserite già la posizione per cui inviate la vostra candidatura, anche quando è spontanea: questo mostrerà determinazione e chiarezza di obiettivi.

Se conoscete l’email personale del destinatario, il suo nome, cognome e titolo, potrete rivolgervi direttamente a lui/lei. In caso contrario siate generici, evitando però di iniziare l’email, ad esempio, con “spettabile cooperativa” se spedite ad una società, e preferite l’uso del genere neutro, per non indispettire le imprenditrici che potrebbero leggere.

 

Una lettera di presentazione che sia davvero efficace “parla” all’impresa e dell’impresa a cui è indirizzata.

 

Sarebbe opportuno fare, perciò, prima dell’invio, una ricerca sulle sue peculiarità e se possibile sui progetti che sta portando avanti; ancora più importante è mostrare di conoscerne il purpose e i Valori: questo significherà che non state spammando il vostro CV a destra e manca, ma che siete interessati a lavorare proprio con l’azienda a cui vi state proponendo.

 

Per esperienza possiamo affermare che senza questi accorgimenti apparentemente banali aumentano le possibilità che la vostra candidatura venga scartata prima ancora di aprire il CV che avete tanto curato.

Scheda cantiere

I dettagli personali da inserire nel CV

 

Nome, cognome e recapiti sono ovvi, ma assicuratevi che siano bene in vista (a volte individuare il numero di telefono può diventare una caccia al tesoro!).

Indicare la residenza è altrettanto necessario, perché spesso le ditte sono in cerca di personale per le assistenze archeologiche entro un raggio di chilometri dal cantiere; è utilissimo anche comunicare se siete disponibili a spostarvi, per tempi brevi o per periodi più lunghi, in altre regioni, e quali.

Indispensabile è specificare per i freelance se si è già in possesso della partita IVA, informazione necessaria alla ditta per le considerazioni di tipo contrattuale.

 

Nel caso di imprese come la nostra, nel CV bisognerebbe già precisare se si è archeologi di prima fascia e anche se si è in possesso dei titoli previsti per la verifica preventiva dell’interesse archeologico.

 

In questo caso specificate se avete il diploma della Scuola di Specializzazione o se avete conseguito un Dottorato di ricerca (o entrambi) e inserite qualche dettaglio sintetico sulle Università, sul titolo della tesi e sul nome del vostro relatore. Del resto noi archeologi siamo pur sempre degli studiosi, anche quando lavoriamo in un ambito imprenditoriale.

È bene comunicare eventuali corsi di studio in corso, perché dà indicazioni circa la vostra disponibilità lavorativa durante l’anno.

Non ultime, inserite le cosiddette soft skill per raccontare in modo sintetico le vostre competenze trasversali e le qualità squisitamente umane che vi caratterizzano. Questo consentirà al reclutatore di conoscervi meglio, sempre che evitiate di citare generiche capacità quali “problem solving” o “leadership”: spendete piuttosto qualche parola in più per descrivere come applicate queste abilità in contesti concreti.

Siete interessati alle attività in cantiere?

 

Se vi candidate per un ruolo in cantiere dovrete dare priorità alle esperienze sul campo.

L’elenco dei lavori può essere molto lungo o comprendere poche esperienze, ma a volte è l’organizzazione dei contenuti l’aspetto più importante, perché riflette metodo, ordine e precisione.

Ricordatevi che vi state rivolgendo ad una ditta archeologica e quindi ci sono alcuni dettagli che verranno osservati prima di altri.

Elenchiamo quelli che secondo noi sono gli elementi che non dovrebbero mancare nel vostro CV in questo caso:

 

  • La ditta per la quale avete realizzato il lavoro. Indicare per quale impresa avete lavorato, non solamente il nome dell’ispettrice della Soprintendenza Archeologica, racconta molto di voi, del vostro percorso e della vostra esperienza. E se aggiungete anche il Committente principale e la tipologia di opera per la quale era stato richiesto l’intervento archeologico fornite il quadro completo.

 

  • La tipologia del cantiere. Scrivete se si tratta di scavo archeologico estensivo, sondaggi o indagini esplorative, assistenza archeologica: fornire specifiche sul tipo di opera che veniva realizzata, aggiunge un dettaglio tecnico in più.

 

  • Dividete le esperienze per categorie principali. Separate le esperienze universitarie o di volontariato da quelle che sono state retribuite e oggetto di incarichi e contratti da parte di imprese archeologiche.

 

  • La durata dei singoli lavori. Indicate la data di inizio e di fine di ogni lavoro, e, per facilità di lettura di chi sta leggendo il vostro CV, specificate ulteriormente gli anni, i mesi, le settimane e i giorni. Chi cerca archeologi vorrà sapere quanto tempo avete trascorso in cantiere per comprendere la reale esperienza e se avete operato in modo continuativo durante l’anno o solo stagionalmente.

 

  • Il vostro ruolo all’interno del cantiere. Se avete ricoperto funzioni di controllo e di coordinamento di squadre di operai o di archeologi, per noi è un’informazione preziosa. Trovate anche il modo di specificare qual è stato il vostro contributo nella redazione di elaborati grafici finali e nelle attività di post-scavo e se siete stati incaricati di scrivere o revisionare la relazione finale dell’indagine.

 

  • I periodi cronologici e le tipologie di ritrovamenti che avete incontrato e che avete avuto l’occasione di scavare.

 

Quando l’esperienza aumenta potete fornire dettagli sui periodi o sulle tipologie di indagine nelle quali vi sentite degli specialisti, che sia lo scavo di stratigrafie urbane, di necropoli, di stratigrafie protostoriche oppure lo studio del paesaggio.

 

L’ordine temporale con il quale indicate le vostre esperienze dipende da quanta esperienza avete e dalle cose che scegliete di far risaltare, ma di solito è corretto partire dalle esperienze più recenti e andare indietro nel tempo.

Da non dimenticare l’inserimento dei requisiti richiesti dalla legge per la sorveglianza in cantiere di cui abbiamo già ampiamente scritto qui.

Reperto

Pubblicazioni, specializzazioni e altre tipologie di esperienze

 

Se avete scritto articoli o monografie, partecipato a convegni, collaborato alla realizzazione di mostre o preso parte a progetti di schedatura o di studio dei materiali, trovate uno spazio idoneo ad indicarlo.

Potete lasciarlo in secondo piano a dimostrare la varietà delle vostre esperienze oppure, se è vostra intenzione candidarvi per altri ruoli oltre alle attività in cantiere, potete scegliere di dare maggiore risalto a questa parte della vostra esperienza.

Cercate però di trasmettere un messaggio chiaro e univoco al vostro interlocutore su quello che è il ruolo per il quale vi state candidando.

Perché proprio come nelle attività di marketing può essere premiante focalizzarsi su un solo aspetto alla volta e su un obiettivo chiaro piuttosto che dare l’impressione di essere disposti a ricoprire un ruolo qualunque.

Requisiti cantiere

Formato e stile del Curriculum Vitae

 

Per la scelta del formato di CV più adatto a rappresentarvi c’è l’imbarazzo della scelta: da quello grafico ed essenziale, da costruire con strumenti semplici e disponibili gratuitamente come Canva, a quello più discorsivo e ricco di informazioni, fino al classico (ma secondo noi poco leggibile) formato europass.

Concludiamo ribadendo alcune buone norme per evitare errori comuni, che possono sfuggire a voi per distrazione, ma non al recruiter:

 

  • Verificate gli eventuali refusi e agli errori ortografici!
  • Controllate ulteriormente la correttezza di parole in un’altra lingua
  • Verificate anche i nomi geografici, degli enti e delle imprese che citate
  • Fate buon uso della punteggiatura
  • Usate il maiuscolo solo per gli acronimi

 

È preferibile usare word per la prima stesura del CV, ma attenzione! Word consente il controllo ortografico, ma non protegge dagli errori di contenuto: potete utilizzare la funzione “leggi ad alta voce” in modalità revisione per un check up più approfondito.

 

Infine, non meno importante è la progettazione del contenuto:

 

  • Scegliete un font leggibile e professionale, in questo caso la creatività non sarà premiata
  • Evitate i muri di testo e fate in modo che le “parole respirino”, separando per bene i paragrafi
  • Evidenziate in grassetto alcune parole o locuzioni che volete mettere in evidenza, con moderazione
  • Sintetizzate ed evitate informazioni non strettamente necessarie

 

Ricordate che facilitare al vostro lettore il compito di interpretare con chiarezza ciò che volete dire è una forma di cortesia che sarà di certo apprezzata.

 

Se volete inviare ad Akhet il vostro Curriculum Vitae, ora avete tutti gli strumenti per farlo.

Potete scriverci a curricula@akhet.it

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