In questo articolo abbiamo voluto approfondire il percorso di studi e le fasi successive necessarie per diventare archeologi: è un processo, infatti, più complesso di quanto sembri, soprattutto se si vuole ottenere l’abilitazione ad entrare in cantiere e quindi dare direttive a operai e ruspisti durante lo scavo.
IL PERCORSO DI STUDI
In Italia, lo studio dell’archeologia è principalmente svolto nelle facoltà di studi classici e umanistici, sebbene siano stati introdotti corsi più tecnici negli ultimi anni.
La scelta dell’Università è fondamentale, e il consiglio è quello di cercare un’Università che consenta di modellare il piano di studi man mano che si scopre cosa interessa di più.
Spesso si inizia con esami di base e generali prima di specializzarsi in materie più specificamente archeologiche: questa soluzione, sebbene apra la porta alla didattica nelle scuole, può lasciare poco spazio per gli insegnamenti più specifici dell’archeologia o per esami tecnici che potrebbero essere utili sul campo.
L’archeologia richiede competenze dettagliate e la capacità di riconoscere similitudini tra culture distanti nel tempo e nello spazio. Gli studenti dovrebbero considerare l’opportunità di studiare materie come la preistoria e le culture del vicino Oriente per allargare la loro prospettiva.
La possibilità di includere esami sulla geologia, geomorfologia o l’uso di sistemi informativi geografici (GIS) può essere vantaggiosa per comprendere meglio le sfumature dell’archeologia e acquisire competenze utili nell’ambito lavorativo.
Spesso sottovalutate purtroppo sono le competenze tecniche richieste agli archeologi, come l’uso di strumenti per il rilievo, la creazione di database e la programmazione, elementi necessari per l’analisi dei dati e la gestione delle informazioni sul campo.
Inoltre, è importante studiare le lingue moderne, come l’inglese, il francese e il tedesco, per facilitare la comunicazione con altri professionisti e per opportunità di lavoro all’estero. La capacità di comunicare in modo efficace è fondamentale, soprattutto quando si lavora con squadre internazionali o si partecipa a scavi in paesi stranieri.
GLI SCAVI UNIVERSITARI E L’ESPERIENZA SUL CAMPO
La partecipazione agli scavi archeologici è un aspetto cruciale dell’esperienza di studio, per questo come studente si dovrebbe sempre cercare opportunità di scavo, sia come parte dei programmi universitari che come volontari.
Questa esperienza offre l’opportunità di comprendere meglio il lavoro sul campo e di scoprire se l’archeologia è davvero la professione desiderata. Anche se alcune Università ritardano l’accesso agli scavi per gli studenti, è possibile cercare in rete cantieri archeologici che accettino giovani volontari, aprendo la porta a una varietà di opportunità in Italia e all’estero.
Partecipare agli scavi non solo offre l’opportunità di lavorare con professionisti esperti, ma permette anche di contribuire alla ricerca e alla scoperta di reperti storici significativi.

ESPERIENZE CON LE IMPRESE ARCHEOLOGICHE
Se si ha la fortuna di vivere o studiare in una zona dove opera un’impresa archeologica, si può cogliere l’occasione di proporsi per uno stage in una di queste aziende.
Questa opportunità, ancora poco sfruttata, può offrire una visione diretta delle prospettive lavorative e dell’ambiente professionale in campo archeologico. Inoltre, molte imprese archeologiche apprezzano la partecipazione degli studenti alle attività di documentazione, archiviazione e catalogazione sul campo.
Collaborare con imprese archeologiche può fornire un’esperienza preziosa nella gestione dei progetti e nell’applicazione pratica delle competenze acquisite durante gli studi.
Le imprese archeologiche svolgono un ruolo cruciale nella ricerca e nella conservazione del patrimonio storico, e lavorare con loro offre l’opportunità di contribuire attivamente a questa missione.
DOTTORATO, MASTER O SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE
Dopo la laurea magistrale, i laureati possono scegliere tra diverse opzioni per avanzare nella loro carriera.
Alcuni possono optare direttamente per una carriera sul campo come archeologi di terza fascia già dopo la laurea triennale, mentre altri possono considerare master o scuole di specializzazione che permettono di lavorare e studiare simultaneamente.
Questi Istituti sono infatti sempre più consapevoli delle difficoltà economiche degli archeologi per la prosecuzione della carriera soprattutto per le scarse possibilità di ottenere borse di studio in Italia.
Il dottorato è la scelta ideale per coloro che desiderano perseguire una carriera accademica o svolgere ricerche avanzate, poiché offre opportunità di studio più approfondite e agevolazioni in ambito di ricerca e sviluppo, anche all’interno delle imprese. La scelta tra queste opzioni dipende dagli obiettivi di carriera individuali e dalle opportunità disponibili.
CONFERENZE E PUBBLICAZIONI
Le pubblicazioni e la partecipazione a conferenze sono essenziali per la crescita professionale degli archeologi.
Scrivere articoli e presentare progetti di ricerca stimola la formazione di opinioni e l’acquisizione di esperienza ed è quindi importante cercare opportunità per pubblicare studi e interagire con altri studiosi.
Anche se in Italia non tutti i professori universitari o gli altri archeologi sono propensi ad inserire il vostro nome tra gli autori di una ricerca pensiamo che sia un obiettivo che ogni archeologo dovrebbe cercare di raggiungere.
Questa attività, infatti, non solo contribuisce al progresso della conoscenza archeologica, ma anche alla costruzione di una reputazione professionale solida.
La ricerca archeologica è un’impresa collaborativa che richiede il contributo di molte menti per svelare i misteri del passato.
Perciò osate condividendo il più possibile le vostre scoperte “mettendoci la faccia”, perché anche la critica più severa sarà uno stimolo per il miglioramento.
Come per gli scavi, a monte è importante ascoltare ciò che hanno da dire gli studiosi più esperti, anche partecipando a convegni e conferenze a carattere internazionale, oltre a quelli proposti dalle proprie Università.
Sapete ad esempio che alcuni convegni quali l’incontro annuale dell’EEA (Associazione Europea degli Archeologi) accolgono giovani laureati come volontari, sostenendo gran parte dei costi e offrendo loro la possibilità di proporre un intervento?
Nel 2024 il convegno internazionale si svolgerà a Roma! Qui trovate il modulo per candidarvi!
CONCLUSIONI
In conclusione, il percorso per diventare archeologi richiede anni di studio, esperienza sul campo e un impegno costante nella ricerca e nella pubblicazione.
Questa professione prevede tuttavia una gamma di competenze più ampie di quanto ci si aspetti, che partono dalla conoscenza storica, attraversano lo studio del paesaggio antico per approdare all’impiego degli strumenti tecnologici più avanzati.
L’archeologia non è solo un lavoro, ma una missione. E il contributo di archeologi ben formati è fondamentale non solo per la narrazione della storia umana, ma anche per la costruzione di un futuro sostenibile.
Aspettiamo i vostri suggerimenti per intraprendere una carriera in archeologia nei commenti su LinkedIn.
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