Come si fa un sondaggio archeologico?

Abbiamo descritto in più momenti quanto la realizzazione di sondaggi archeologici sia una delle soluzioni più efficaci per velocizzare l’iter autorizzativo di un’opera a rete.

In questo articolo vogliamo affrontare gli aspetti più pratici dell’esecuzione di un sondaggio archeologico, fornendo alcune indicazioni utili a realizzarlo.

 

Nel dettaglio, proviamo a rispondere a queste domande:

 

01. Meglio procedere con sondaggi manuali o con il mezzo meccanico?

02. Qual è la dimensione ideale del sondaggio archeologico?

03. Qual è il numero dei sondaggi archeologici da effettuare?

04. Quali sono le autorizzazioni necessarie per realizzare sondaggi archeologici?

05. Come segnalare la presenza di un cantiere?

06. Come si procede allo scavo e al suo riempimento?

07. Come scrivere la relazione finale dell’intervento in un sondaggio archeologico?

scavo

01. Meglio procedere con sondaggi manuali o con il mezzo meccanico?

 

I sondaggi esplorativi vengono realizzati esclusivamente con il supporto dell’escavatore in quanto funzionale a raccogliere le informazioni necessarie per valutare l’opportunità di ulteriori scavi o procedere con la chiusura della procedura.

L’intento è dare il minimo l’intralcio, pur consentendo una buona lettura delle stratigrafie atte a documentare i livelli stratigrafici e le sezioni di scavo. È per questo che preferiamo realizzarli con mezzi di dimensioni contenute (tra i 18 e i 35 q.li) dotati di benna liscia.

I sondaggi vengono interrotti se si rileva la presenza certa di strutture o di altre evidenze archeologiche che necessitano di ampliamenti significativi o la progettazione di uno scavo archeologico estensivo. Prevedono invece un intervento immediato in caso di ritrovamento di sepolture localizzate, ed è quindi opportuno che vengano realizzati da personale esperto e autonomo, in grado di risolvere problemi.

Questo è uno dei motivi principali per cui abbiamo scelto di realizzare i sondaggi come impresa archeologica e di non limitarci alla sola presenza dell’archeologo a supporto di una ditta edile esterna.

 

 

In questo modo possiamo fornire un servizio chiavi in mano in grado di accompagnare il Committente lungo tutto l’iter autorizzativo, in modo professionale e rapido.

02. Qual è la dimensione ideale del sondaggio archeologico?

 

La dimensione del sondaggio archeologico dipende dal contesto e dalla qualità di informazioni che riusciamo a raccogliere durante la fase di analisi.

In genere preferiamo proporre dimensioni dei sondaggi standard, che ci aiutano a prevedere la durata e i costi e a modificarne facilmente la posizione, se necessario.

Ci consente inoltre di ottenere risultati statisticamente confrontabili (anche tra siti diversi), e a pianificarne la realizzazione in tempi rapidi. La modularità dei sondaggi facilita inoltre la rapida integrazione in caso di esiti incerti, senza eccessive sorprese economiche per il Committente.

ruspa

Le dimensioni dei sondaggi devono inoltre tenere in considerazione le modalità operative della ruspa, la localizzazione dell’intervento e la necessità di garantire la sicurezza del personale operativo.

In assenza di ritrovamenti archeologici i sondaggi si interrompono infatti solo con il raggiungimento dei depositi geologici non antropizzati, o a una quota congrua con la tipologia di opera da realizzare e il tipo di indagine che si sta effettuando. Di conseguenza sarà necessario prevedere la presenza di gradoni o di sbadacchiature, lasciando libera un’area adeguata a verificare la presenza di livelli di natura archeologica.

03. Qual è il numero di sondaggi archeologici da effettuare?

 

Per quanto riguarda il numero dei sondaggi, riteniamo debba essere adeguato a raccogliere le informazioni necessarie a prendere delle decisioni consapevoli. Compatibilmente con il tipo di opera da realizzare, con la posizione dei sondaggi stessi e con la valutazione del grado di potenziale archeologico dell’area.

Per una ricostruzione dell’andamento del paesaggio antico è più opportuno definire una distanza standard sui saggi e operare per ampie lunghezze piuttosto che concentrare eccessivamente il numero dei sondaggi.

 

Ecco perché la pianificazione iniziale rimane l’aspetto più importante in questa tipologia di indagini esplorative.

04. Quali sono le autorizzazioni necessarie per realizzare sondaggi archeologici?

 

Per poter realizzare dei sondaggi archeologici è prima di tutto necessaria, com’è ovvio, la validazione del piano da parte della Soprintendenza Archeologica competente, oppure attivarsi per ottenerla contattando il funzionario di riferimento.

La Soprintendenza dovrà essere informata con un certo anticipo dell‘inizio dei lavori e del nominativo della ditta archeologica che si occuperà di effettuare le indagini. Solitamente questa comunicazione viene richiesta al Committente o al Direttore dei lavori, ma alcune Soprintendenze prevedono che a farlo sia l’archeologo che segue i lavori.

Prima di entrare in cantiere è obbligatorio inoltre chiedere alcune autorizzazioni i cui tempi possono essere lunghi e che pertanto è meglio programmare con largo anticipo:

  • in un’area rurale non di proprietà dal Committente è necessario procedere con la comunicazione ai proprietari (e una serie di adempimenti conseguenti) che di solito è affidata al Committente stesso;
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  • in ambito urbano si procederà con una richiesta di occupazione temporanea da inoltrare al Comune, onere quasi sempre a carico dell’impresa archeologica che esegue le indagini che pertanto deve tenerne conto in fase di preventivo.

 

È opportuno pianificare inoltre le modalità di smaltimento del materiale di risulta: si sa che la terra aumenta di volume dopo essere stata scavata e che ci sarà materiale in esubero da gestire al termine del riempimento. In presenza di altre tipologie di materiali da portare in discarica, sarà invece necessario effettuare per tempo le opportune analisi.

05. Come segnalare la presenza del cantiere archeologico?

 

Una volta ottenute tutte le autorizzazioni è il momento di entrare in cantiere.

E qui si affronta una delle problematiche principali dei sondaggi archeologici: si tratta di cantieri temporanei mobili che nella maggior parte dei casi hanno una durata molto limitata nel tempo. Di conseguenza devono essere pianificati correttamente per evitare di creare intralcio alla comunità.

Un sondaggio in aperta campagna potrà essere segnalato temporaneamente con rete arancione e picchetti mentre un cantiere urbano dovrà essere recintato in maniera adeguato, ad esempio con reti metalliche mobili, e dotato della segnaletica prevista dal codice della strada e da opportuna illuminazione notturna.

cantiere

Preparare in anticipo il materiale e le attrezzature necessarie facilita, inoltre, la rapida messa in sicurezza dei sondaggi nel caso di temporali improvvisi!

06. Come procedere alla fase di scavo e riempimento?

 

Dopo tutta questa preparazione, siamo finalmente pronti ad iniziare lo scavo del nostro sondaggio, procedendo rigorosamente per strati, ma anche per livelli all’interno dello stesso strato se incontriamo accumuli di grande spessore.

Dopo la rimozione dei primi livelli di preparazione stradale, la ruspa deve essere dotata di benna liscia: seguire il piano con cautela aiuta a velocizzare la pulizia degli strati e la fase di documentazione, intervenendo con scavi manuali solo dove è necessario.

Tenere pulite e verticali le pareti dello scavo aiuta a controllare la sequenza stratigrafica e a riconoscere eventuali “anomalie”, non solo sui livelli in piano.

 

 

scavo

Ogni reperto, anche il più piccolo, aiuta a comprendere il contesto e a orientarci nella storia che ci racconta il sottosuolo.

 

Documentare accuratamente le sezioni, con foto e disegni, segnando le quote dei diversi strati e descrivendone nel dettaglio la composizione su schede (o tablet) aiuta ad osservare con attenzione la stratigrafia in modo da riconoscere le caratteristiche e le similitudini, anche tra sondaggi differenti.

Noi raccomandiamo di documentare accuratamente la parete lunga del saggio, quella più informativa. E se non ci sono grandi differenze si può procedere in maniera più rapida con una sul lato corto, sempre dopo aver pulito manualmente la sezione.

 

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La presenza di tracce di angoli, tagli, piani pavimentali, preparazioni (così come lo scorgere di una struttura, una tomba o un canale che invita a capirne l’andamento) può offrire un’indicazione su dove sarebbe opportuno estendere l’intervento di scavo.

In questo caso il posizionamento topografico dovrà essere ancora più accurato e supportato da rilievi di dettaglio del ritrovamento.

 

Ogni sondaggio rappresenta una finestra stratigrafica che verrà chiusa a breve.  

 

Sfruttiamola al massimo, perché quello che al momento sfugge alla nostra comprensione, potrebbe trovare una risposta nel successivo sondaggio!

E durante il riempimento, prendete tutto il tempo necessario e procedete con la giusta calma compattando accuratamente i livelli. Non c’è cosa più fastidiosa che essere chiamati d’urgenza per sistemare buche emerse sul piano dopo che vi siete spostati nel saggio successivo.

 

 

07. Come scrivere la relazione finale dell’intervento in un sondaggio archeologico?

 

Il modo in cui si redige la relazione finale dell’intervento fa la differenza tra un lavoro che diventa un punto di riferimento per altri progetti o un intervento che rimane fine a se stesso.

 

E ciò vale ancora di più in caso di esito negativo e chiusura della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico.

 

È infatti descrivendo una stratigrafia senza ritrovamenti e la sequenza che avete attraversato, che dimostrerete di aver compreso il contesto in maniera più estesa.

“Raccontare” accuratamente il sondaggio segnerà il vostro contributo alla ricostruzione del paesaggio antico e all’uso del suolo nei diversi periodi storici. Questo perché, a differenza dell’assistenza archeologica in corso d’opera, il sondaggio non si ferma alla posa di una tubazione ma raggiunge i livelli geologici, fornendo indicazioni preziose per la progettazione di opere future che coinvolgono quel territorio.

 

Non perdiamo quindi l’occasione di dare autorevolezza all’archeologia preventiva come supporto allo sviluppo sostenibile delle infrastrutture.

 

E ora siete pronti a progettare il vostro prossimo piano dei sondaggi archeologici? 

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