Cosa accade quando nel corso delle indagini archeologiche preventive si intercetta un sito archeologico che merita di essere indagato in estensione?
Nei nostri articoli sul blog e su LinkedIn parliamo spesso di carte del potenziale, archeologia preventiva e sondaggi archeologici perché questi strumenti sono fondamentali per supportare la progettazione di infrastrutture e opere pubbliche.
Per noi, agire con tempestività è essenziale: così facendo, possiamo ottimizzare costi e tempi d’intervento, evitando i fastidiosi blocchi dei cantieri.
A volte, soprattutto in Italia, durante le indagini archeologiche preventive si scopre un sito che richiede un’indagine più approfondita.
Immaginiamo di scoprire, durante le indagini preventive, una necropoli, una villa o un insediamento preistorico. Questi siti possono estendersi su aree più o meno vaste e potrebbero interferire con il progetto in corso. Tali scoperte devono essere considerate con attenzione, poiché potrebbero richiedere modifiche significative al progetto e tempi più lunghi per ottenere le necessarie autorizzazioni.
Avviare rapidamente uno scavo archeologico estensivo è cruciale per ottenere una visione completa del sito e pianificare le azioni necessarie, sfruttando al meglio i tempi della fase autorizzativa.
Per quanto riguarda le risorse economiche necessarie, ricordiamo che per consentire lo svolgimento delle attività previste dalla procedura di Verifica Preventiva dell’interesse archeologico, in cui rientra anche lo scavo estensivo d’indagine, il DPCM 14.04.2022 contempla che il Committente abbia previsto nel quadro economico dell’opera una somma compresa tra il 5 e il 15% dell’importo dei lavori posti a base d’asta, al netto dell’IVA.
Garantire un’adeguata pianificazione economica fin dall’inizio è quindi essenziale per evitare imprevisti e assicurare che lo scavo archeologico si svolga senza interruzioni, rispettando sia i tempi progettuali che le normative vigenti.
Quali sono, quindi, i passaggi fondamentali per progettare uno scavo archeologico seguendo il nostro metodo? In questo articolo, li riassumiamo per voi.

1. PIANIFICAZIONE ANTICIPATA
PERCHÉ PREDISPORRE UN PROGETTO DI SCAVO ARCHEOLOGICO È UNA SFIDA?
Per noi, pianificare con attenzione e agire con tempestività è sempre una priorità. Crediamo fermamente che un approccio strutturato sia la chiave per evitare imprevisti e garantire risultati ottimali, piuttosto che lasciare spazio all’improvvisazione.
Progettare uno scavo archeologico è un passaggio fondamentale per approfondire la nostra comprensione del passato. Lo consideriamo un passo necessario per garantire sostenibilità e responsabilità nei nostri interventi, pur riconoscendo che spesso comporta sfide significative da affrontare.
Quali sono le sfide da affrontare nella progettazione di uno scavo archeologico? Proviamo ad elencarne alcune.
- In Italia, la figura dell’archeologo progettista è ancora poco valorizzata e viene consultata raramente per la redazione di progetti di scavo archeologico. Spesso, questo compito è affidato ad architetti o ingegneri, professionisti eccellenti ma che talvolta non possiedono una conoscenza approfondita delle specifiche dinamiche dell’indagine archeologica.
- Un’altra sfida riguarda i costi: i prezzi a metro cubo per gli scavi archeologici differiscono notevolmente da quelli utilizzati per gli scavi in contesti edili. Nei prezzari regionali, inoltre, non è sempre chiara la distinzione tra scavi a bassa densità e scavi ad alta densità, complicando ulteriormente la corretta valutazione economica.
- In situazioni di incertezza, molti committenti e diverse ditte archeologiche preferiscono adottare una contabilizzazione in economia, stimando il numero di giornate/uomo e verificando i costi solo a consuntivo, una pratica che può portare a inefficienze e sorprese nel bilancio finale.
- Nel contesto dei lavori pubblici, permane la questione del conflitto di interessi tra chi progetta e chi esegue lo scavo. Sebbene in Italia ogni progetto di scavo debba essere validato dalla Soprintendenza Archeologica, che funge da ente terzo per verificare l’operato dell’archeologo progettista. Questa situazione crea incertezza e costringe a una scelta delicata: occuparsi della progettazione o della realizzazione dello scavo. una scelta complessa, specialmente quando il sito è stato individuato durante le nostre indagini preventive.
Infine, va considerato che i percorsi di formazione universitaria attualmente non forniscono una preparazione adeguata per la progettazione di scavi archeologici. Di conseguenza, la capacità di progettare efficacemente nel nostro settore deriva principalmente dall’esperienza diretta sul campo e dalle opportunità incontrate lungo il percorso professionale.

QUALI SONO I VANTAGGI DEL PROGETTARE UNO SCAVO ARCHEOLOGICO?
Dopo aver analizzato le criticità, vediamo ora i vantaggi di una corretta progettazione di uno scavo archeologico.
- La progettazione ci impone di fare scelte precise e di stabilire priorità chiare. È fondamentale ricordare che l’obiettivo dell’indagine deve essere strettamente collegato al progetto in corso: non stiamo conducendo una ricerca, ma lavorando per conciliare la scoperta con il progetto da realizzare.
- L’analisi dettagliata del contesto ci permette di comprendere meglio la situazione, identificare possibili criticità e prepararci con soluzioni adeguate, affrontando lo scavo in modo più consapevole e strategico.
- Definire con precisione le modalità di intervento e i tempi necessari ci consente di valutare il tipo e la quantità di risorse da impiegare, tenendo conto della loro esperienza e specializzazione. Pianificando in anticipo e contattando tempestivamente il personale più idoneo, possiamo elaborare un cronoprogramma accurato del cantiere. Questo approccio non solo ottimizza l’efficacia e le performance del team, ma permette anche di gestire più interventi contemporaneamente senza sovraccaricare le persone coinvolte. In un precedente articolo abbiamo già parlato di come noi valutiamo i CV per un progetto di scavo, e questo metodo richiede tempo.
Ora che abbiamo compreso l’importanza della progettazione, vediamo come procedere per realizzare uno scavo archeologico in modo efficace.

2. COME PROGETTARE UNO SCAVO ARCHEOLOGICO?
L’ANALISI E L’INTEGRAZIONE DEI DATI
Per noi, l’analisi dei dati è un aspetto fondamentale di ogni progetto archeologico.
Prima di avviare uno scavo estensivo, anche se non siamo stati coinvolti nella fase di indagine preventiva, eseguiamo sempre una ricerca approfondita sull’area interessata.
Esaminiamo tutte le indagini pregresse disponibili, inclusi carotaggi e relazioni geologiche, e consultiamo fonti storiche e bibliografiche, cartografie storiche, catasti e, se disponibili, foto aeree. Questo approccio ci permette di ottenere una comprensione completa del contesto, applicando lo stesso rigore utilizzato per una Verifica Preventiva dell’Interesse Archeologico (VPIA) o una carta del potenziale archeologico. Abbiamo parlato del nostro metodo per la VPIA qui e qui.
Quando possibile, proponiamo al committente di realizzare un piano di sondaggi archeologici per esaminare direttamente la stratigrafia del sito e valutarne la complessità. Questo ci consente di delimitare con precisione l’area d’intervento, riducendo o escludendo, ove possibile, gli scavi nelle zone di minore interesse.
Attraverso questa raccolta e analisi dei dati, ricostruiamo il paesaggio storico e inseriamo le nostre scoperte in un contesto più ampio, per comprenderne meglio la funzione e l’utilizzo nei diversi periodi storici.
LA VALUTAZIONE DELLA STRATEGIA DI INTERVENTO
Una volta che abbiamo una comprensione chiara del contesto, degli obiettivi del nostro progetto di scavo e delle esigenze del Committente e della Soprintendenza, procediamo con la fase di progettazione vera e propria.
In questa fase, coinvolgiamo un team multidisciplinare composto non solo da archeologi, ma anche da figure tecniche come architetti, geometri e responsabili della sicurezza. In alcuni casi, collaboriamo anche con referenti per l’elaborazione post-scavo e, per situazioni più complesse, con il nostro personale operaio più esperto. Questo approccio ci permette di analizzare in anticipo tutte le criticità e di studiare le migliori soluzioni.
Il dialogo aperto e collaborativo è fondamentale per ottimizzare i processi e l’organizzazione del lavoro. Sebbene la progettazione di uno scavo si basi sull’esperienza, riteniamo che soluzioni innovative e potenzialmente più efficaci possano emergere dall’incontro di diverse esperienze e competenze. Per questo, l’ascolto e la collaborazione sono componenti essenziali del nostro metodo.

QUANTIFICARE ECONOMICAMENTE LO SCAVO ARCHEOLOGICO
Dopo aver definito i metodi e le strategie operative, è fondamentale passare alla quantificazione dei costi. Per farlo, prepariamo dei computi metrici specifici per ogni fase del progetto. Questo ci permette di valutare la fattibilità delle proposte e capire il reale impatto economico.
Ogni fase del lavoro viene dettagliata nei computi e accompagnata da una specifica planimetria che rende visibili e comprensibili le proposte. Questo approccio facilita il confronto con la Soprintendenza e aiuta a ottenere le autorizzazioni necessarie.
Per progetti complessi, è importante suddividere l’intervento in aree, così da poter fare scelte mirate in base alle risorse economiche disponibili o alle esigenze temporali e logistiche.
Avere computi chiari e ben organizzati per ogni fase dello scavo rende più veloce e semplice il processo di autorizzazione.
È essenziale che il progetto sia il più possibile lineare e chiaro, tenendo conto anche delle esigenze di altre figure professionali come ingegneri e architetti. Questo approccio migliora il dialogo con tutti i soggetti coinvolti e semplifica la gestione economica durante i lavori, sia che lo scavo venga realizzato da noi che da un’altra ditta.
Per garantire chiarezza e coerenza, utilizziamo voci di costo facilmente verificabili dai prezzari regionali. Anche se alcune voci archeologiche possono essere complesse da interpretare, mantenere coerenza e linearità facilita il dialogo con la Direzione Lavori e il Committente.
L’obiettivo finale è prevedere con precisione tutti gli interventi necessari, quantificandoli in anticipo. È importante includere anche i costi per le attività post-scavo, come le elaborazioni della documentazione finale, i rilievi, il trasporto dei materiali e la fornitura delle cassette per l’immagazzinamento, i reinterri e la messa in sicurezza delle strutture archeologiche.
3. CONDIVIDERE IL PROGETTO DI SCAVO CON LA SOPRINTENDENZA
Una volta completata una bozza dettagliata del progetto e dopo averla condivisa con la Direzione Lavori e il Committente per una prima valutazione, è importante sottoporla al funzionario di zona della Soprintendenza Archeologica.
Questo passaggio serve a garantire che il nostro progetto rispetti tutti i criteri di tutela e le prescrizioni richieste.
In questa fase, il confronto con la Soprintendenza può avvenire con o senza la presenza del Committente e della Direzione Lavori, a seconda della complessità e dell’importanza del progetto e della necessità di un dialogo approfondito.
Dopo aver integrato eventuali modifiche richieste, il progetto viene completato con tutti gli altri documenti richiesti dalla normativa, tra cui:
- il piano di sicurezza adeguato alle lavorazioni previste;
- elaborati grafici dettagliati;
- la relazione tecnica sulle modalità operative dello scavo e la logistica;
- il piano economico aggiornato, che include la copertura finanziaria per tutte le attività successive alle indagini sul campo.
A questo punto, il progetto di scavo e i relativi documenti vengono consegnati al Committente e alla Direzione Lavori, che procederanno all’invio formale alla Soprintendenza per le necessarie verifiche e autorizzazioni.

COSA ACCADE DOPO LA CONSEGNA DEL PROGETTO ALLA SOPRINTENDENZA?
Le attività di scavo archeologico possono iniziare solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione formale dalla Soprintendenza Archeologica e aver preso in considerazione eventuali osservazioni aggiuntive. La Direzione Scientifica dello scavo è sempre sotto la responsabilità della Soprintendenza, che deve essere informata tempestivamente sull’inizio dei lavori e sulla ditta incaricata di eseguirli.
Il Committente ha il compito di affidare lo scavo a una ditta specializzata, che possieda le competenze e i requisiti necessari per gestire il tipo e la complessità dell’indagine. Inoltre, è essenziale che il Committente verifichi che questi requisiti siano rispettati per tutta la durata del progetto.
In conclusione, assumere responsabilità crescenti come progettisti e affrontare sfide complesse è ciò che ci motiva a crescere come professionisti e a far progredire il ruolo dell’archeologia nel settore dei Lavori Pubblici.
Il futuro della nostra professione si basa sulla nostra capacità di essere pionieri, combinando esperienza e innovazione per proteggere e valorizzare il patrimonio storico che ci è stato affidato.
Anche voi pensate che nella prevenzione archeologica la progettazione e la pianificazione siano non solo più vantaggiose, ma anche più gratificanti rispetto a un intervento improvvisato?
Siamo curiosi di conoscere il vostro parere. Condividetelo nei commenti sul nostro profilo LinkedIn!
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