IL CASO STUDIO TELCHA
Il caso studio della costruzione della rete di teleriscaldamento nella città di Aosta illustra perfettamente come l’archeologia preventiva sia lo strumento indispensabile per aggiungere consapevolezza e di conseguenza ridurre il rischio.
La rete di teleriscaldamento aostana realizzata da Telcha è stata avviata nel 2014 e ad oggi ha raggiunto una lunghezza complessiva di 47 km.
L’attraversamento della cinta muraria di epoca romana, delle necropoli extraurbane e delle viabilità antiche sono solo alcune delle sfide che archeologi e progettisti hanno dovuto affrontare.
Sfide che noi convinti sostenitori dell’archeologia preventiva abbiamo raccolto, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo della rete di teleriscaldamento – con tutti i vantaggi energetici e ambientali per la fornitura di calore e acqua sanitaria ai cittadini – e tutelare al tempo stesso il patrimonio storico della città di Augusto.
Le problematiche tecniche
In ambito urbano sono numerose le difficoltà connesse alla progettazione e posa di un’infrastruttura complessa come il teleriscaldamento. Solo per indicarne alcune:
- le tubazioni sono in ferro, rigide e della lunghezza di 12 metri. Di conseguenza la loro movimentazione negli spazi di una città e l’inserimento nelle trincee non è sempre agevole;
- la posa della rete deve rispettare specifici parametri, che vengono verificati mediante stress analysis;
- la rete dovrebbe preferibilmente passare al di sotto degli altri servizi, ad eccezione della fognatura principale: nella città di Aosta le quote sono comprese tra 2,50 e 3 metri dal piano stradale.
A questi aspetti si aggiunge il fatto che i tempi per l’approvvigionamento dei materiali sono piuttosto dilatati, e i cambiamenti radicali del tracciato in corso d’opera possono risultare particolarmente difficoltosi.
Di conseguenza in questa situazione è opportuno avere un piano di intervento definito per gestire le interferenze archeologiche.
Il punto di partenza
Lo scavo per la posa di una rete di teleriscaldamento rappresenta un’opportunità per la comprensione del sottosuolo di una città, a patto che ci sia collaborazione e visione comune sugli obiettivi da raggiungere.
Nel caso di Aosta i lavori sono stati preceduti da un’accurata analisi dei dati archeologici conosciuti, validata dalla Soprintendenza, che ha permesso di definire i diversi livelli di rischio lungo il tracciato in progetto.
Considerando un certo margine di errore – in quanto i dati erano pertinenti a vecchi scavi e la quota, rispetto al piano stradale, non del tutto affidabile – questa valutazione iniziale ha permesso nel complesso di accantonare risorse economiche sufficienti a risolvere le interferenze archeologiche in corso d’opera.
L’opportunità offerta dall’applicazione di un metodo
Per l’intervento sulla rete di teleriscaldamento di Aosta, di durata pluriennale, si è scelto di andare oltre la risoluzione di un problema contingente e lavorare affinchè potessero esserci progressivi miglioramenti in corso d’opera.
Abbiamo applicato un preciso metodo di studio, documentando a distanze regolari le sezioni delle trincee. E nel farlo abbiamo analizzato e posizionato topograficamente sia le aree con tracce archeologiche evidenti, sia quelle prive di ritrovamenti: le cosiddette trincee dove “non c’è niente”.
Questo approccio ha permesso di documentare l’andamento degli strati delle varie fasi storiche e di seguire per lunghi tratti il livello della fase romana, ben identificabile per la presenza di materiali ceramici riconoscibili.

Ritrovamento di aree di necropoli

Una sezione stratigrafica vuota
L’insieme di tutti i dati raccolti ci ha permesso di ricostruire l’andamento del paesaggio antico nelle varie epoche e di ipotizzarne l’utilizzo: insediamento, necropoli, campi agricoli, aree di pascolo e molto altro.

Le fasi archeologiche: protostorica (in verde), romana (in rosso), medievale (in blu) e moderna (in grigio).
Il punto di arrivo
Questo tipo di approccio è molto distante dal semplice ruolo di assistenza archeologica: richiede il passaggio da una sezione interpretata alla creazione di modelli tridimensionali del terreno. Necessita di una fase di analisi e di simulazione statistica complesse.
Per questo non sempre viene richiesta dal committente e non sempre è concretamente realizzabile per la mancanza di una disponibilità economica adeguata.
Per i progetti su scala pluriennale e particolarmente importanti, però, l’indagine preventiva accurata e puntuale, effettuata in profondità e con metodo, rappresenta un investimento minimo a fronte di una notevole riduzione dei costi e del disagio per la cittadinanza.
Nel caso di Aosta, utilizzare questo approccio e dialogare costantemente con i progettisti e le istituzioni ha permesso di ridurre progressivamente le interruzioni per cause archeologiche e di concentrare gli interventi di scavo dove realmente necessario.
Nel concreto le soluzioni adottate per apportare progressivi vantaggi sono state:
- modifica delle quote e/o dell’andamento dei tracciati, dove consentito;
- pianificazione degli interventi delle dorsali principali, tenendo conto delle tempistiche necessarie alla realizzazione degli scavi archeologici;
- subentro dell’impresa archeologica per lo scavo delle stratigrafie di interesse e rapido intervento di personale specializzato, per garantire il rispetto delle tempistiche stabilite;
- possibilità per l’impresa principale di spostarsi e proseguire i lavori su altri tratti, senza fermo lavori;
- affidamento diretto all’impresa archeologica degli interventi di scavo per gli allacciamenti nelle aree più “delicate”, della posa della tubazione e dei successivi riempimenti.

Aree senza ritrovamenti significativi.
La mappatura dettagliata del sottosuolo di Aosta, o di una sua porzione, può affiancare progettisti e archeologi per i futuri interventi di opere a rete: è questa la sfida che in Akhet stiamo affrontando attraverso i nostri progetti di ricerca.
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Per scoprire la rete Telcha della città di Aosta segui il link qui.
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