La Verifica Preventiva di Interesse Archeologico (VPIA): il legame tra la relazione e la procedura

La Verifica Preventiva di Interesse Archeologico (VPIA) è un passaggio fondamentale nei progetti di sviluppo edilizio e infrastrutturale in Italia. Prevista dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004), questa procedura ha lo scopo di accertare la presenza di evidenze archeologiche nel sottosuolo prima dell’inizio dei lavori, evitando ritardi e complicazioni durante l’esecuzione del progetto. 

RELAZIONE DI VPIA E PROCEDURA DI VPIA: DUE ELEMENTI DISTINTI MA CONNESSI

 

Spesso si tende a confondere la relazione di VPIA con la procedura di Verifica Preventiva d’Interesse Archeologico, ma si tratta di due aspetti distinti, come chiarito di recente dal D.Lgs. 209/2024 in vigore dal 31 dicembre 2024, che rettifica e integra il Codice dei Contratti Pubblici.

La relazione di VPIA è uno degli strumenti fondamentali all’interno di questo iter, mentre la procedura è il percorso amministrativo e tecnico che porta risoluzione dell’interferenza tra l’opera in progetto e i depositi archeologici. 

La relazione rappresenta quindi un documento chiave, inserito nella più ampia procedura di VPIA, che raccoglie dati, analisi e interpretazioni indispensabili per una valutazione efficace. Una relazione ben strutturata e completa non solo agevola l’iter burocratico, ma permette di gestire con maggiore efficienza eventuali criticità archeologiche, riducendo il rischio di stop improvvisi ai lavori.  

GLI STEP DELLA PROCEDURA DI VPIA 

 

Proviamo a ricostruire sinteticamente i diversi passaggi della procedura di VPIA  

  1. Indagine preliminare

La prima fase prevede lo studio della cartografia storica, la consultazione di archivi e banche dati archeologiche, e l’analisi delle informazioni disponibili relative all’area interessata dal progetto. 

Questa fase è suggerita in particolare nel caso di progetti complessi, per aprire un dialogo condiviso con la Soprintendenza archeologica. Per contesti territoriali ampi può essere supportata da strumenti come la CPA o della nostra soluzione Wharp® .

  1. Redazione della relazione di VPIA

Sulla base dei dati raccolti e del progetto da realizzare, viene elaborata una relazione tecnica che deve contenere: 

  • Inquadramento territoriale e storico-archeologico 
  • Analisi delle fonti e dei dati di precedenti indagini archeologiche 
  • Descrizione del contesto stratigrafico atteso 
  • Metodologie di intervento consigliate 
  • Eventuali proposte per saggi o indagini dirette 

Una relazione esaustiva e ben strutturata facilita il lavoro degli enti di tutela e garantisce una valutazione più rapida ed efficace. 

  1. Valutazione da parte della Soprintendenza

La relazione viene presentata alla Soprintendenza competente, che esamina il documento e stabilisce l’assoggettabilità dell’opera alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, ovvero se sia necessario procedere con indagini sul campo o se il progetto possa proseguire senza ulteriori approfondimenti. 

  1. Indagini archeologiche preventive (se richieste)

Se dalla relazione emergono potenziali rischi per il patrimonio archeologico, la Soprintendenza può prescrivere saggi archeologici preventivi o indagini più approfondite per verificare la reale presenza di evidenze nel sottosuolo. 

Questa fase può essere più o meno complessa a seconda della natura degli eventuali ritrovamenti archeologici e di come interferiscono con l’opera in progetto.  

Può procedere parallelamente all’iter autorizzativo del progetto ma deve essere necessariamente conclusa prima dell’affidamento dei lavori o comunque prima dell’inizio degli stessi.
Sulla base dell’esito delle indagini, possono essere previsti step successivi di indagine progressivamente più complessi – dalla realizzazione di sondaggi esplorativi fino a veri e propri scavi archeologici estensivi o anche pratiche autorizzative complesse per lo smontaggio di elementi archeologici.
E’ quindi opportuno attivarla con congruo anticipo, per evitare ritardi nella consegna dei successivi lavori di realizzazione dell’opera. 

  1. Esito della verifica e fasi successive

Dopo le indagini, la Soprintendenza può: 

  • Autorizzare la prosecuzione del progetto senza ulteriori prescrizioni 
  • Imporre misure di tutela e mitigazione, come il monitoraggio archeologico durante gli scavi 
  • Richiedere modifiche al progetto per preservare eventuali ritrovamenti 

Perché una relazione di VPIA ben fatta è cruciale? 

 

Una relazione di VPIA dettagliata e rigorosa non solo velocizza l’iter autorizzativo, ma consente anche di prevedere e gestire al meglio eventuali scoperte archeologiche. Un documento lacunoso, al contrario, può causare ritardi, richieste di integrazioni e costi aggiuntivi per indagini non pianificate. 

Investire tempo e risorse nella stesura di una relazione di VPIA completa e scientificamente solida significa garantire una migliore gestione del progetto, minimizzando gli imprevisti e ottimizzando le risorse. 

 

In conclusione, la redazione di una relazione VPIA completa e dettagliata è il tassello fondamentale per la riuscita dell’iter della procedura di VPIA. 

Noi siamo convinti che sia strategico saper compilare un’ottima relazione di VPIA e che sia altresì importante conoscere i passaggi della procedura, così da essere consapevoli del ruolo di ogni soggetto coinvolto nella realizzazione del progetto. 

Bisogna infatti considerare che la Soprintendenza si esprime sulla base di questo elaborato per determinare se è necessario attivare la successiva procedura di VPIA o se l’iter autorizzativo può ritenersi concluso – un dettaglio sicuramente importante, soprattutto per i i nostri Clienti. 

 

Abbiamo già trattato in altri articoli del nostro blog come affrontare la scrittura della relazione VPIA, offrendo consigli pratici e linee guida per garantire la massima conformità e precisione: 

VPIA ovvero Verifica Preventiva dell’Interesse Archeologico: cosa intendiamo noi? PARTE I 

 VPIA ovvero Verifica Preventiva dell’Interesse Archeologico: cosa intendiamo noi? PARTE II 

Per approfondire o per conoscere in nostri servizi potete scriverci a segreteria@akhet.it o inviarci un messaggio alla nostra pagina Linkedin.  

 

Vi aspettiamo il mese prossimo! 

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