L’archeologia non va in vacanza – Parte 2

Nello scorso articolo del blog vi abbiamo offerto un ventaglio di siti archeologici in Italia (più o meno noti) da poter visitare durante le vostre vacanze al mare. Oggi, per completare il quadro, ve ne raccontiamo ben dodici appartenenti alle nostre belle regioni centrali e settentrionali.

Buona lettura!

MOLISE

 

Saepinum, antica città romana a Sepino, trae origine dal verbo latino “saepire” (recintare). Situata in una pianura lungo il Tammaro, era un punto di sosta per le greggi, racchiuse in un recinto. Un centro fortificato iniziale, sulla montagna di “Terravecchia”, fu conquistato dai Romani nel 293 a.C., con conseguente abbandono dell’insediamento. Nel II secolo a.C., Saepinum raggiunse il massimo splendore urbano, che durò fino al IV-V secolo d.C.

Il parco archeologico mostra la divisione in cardo e decumano, con porte d’accesso ancora presenti. Il Foro rettangolare conserva pavimentazione in pietra e resti di edifici pubblici. Il teatro, con scena e platea in pietra locale, può ospitare 3.000 spettatori. Case coloniche circondano il teatro. Vi sono anche resti di palestra, terme, mausolei, fontane e mura cittadine.

UMBRIA

 

La Villa dei Mosaici di Spello è uno straordinario tesoro archeologico venuto alla luce di recente.

Scoperta casualmente nel 2005 durante gli scavi per un parcheggio, svelò un vasto complesso romano di notevoli dimensioni.

La villa ha due fasi costruttive: una di età augustea e l’altra nell’età imperiale. I suoi mosaici offrono preziose informazioni sulla storia di Spello (Hispellum), fondata dagli Umbri e ricostruita dai Romani nel I secolo a.C.

Il proprietario, probabilmente un ricco viticoltore, è sconosciuto. La villa comprende venti ambienti, dieci dei quali con mosaici policromi e intonaci colorati alle pareti. I mosaici rappresentano figure geometriche, animali e creature fantastiche. Il peristilio circonda il giardino interno e le stanze presentano nomi legati ai loro motivi decorativi. Il triclinio, la sala dei banchetti, mostra la scena della vendemmia. Il complesso è stato sepolto nel V secolo e l’ingresso rimane ancora da scoprire. Il Museo della Villa, inaugurato nel 2018, offre una visione tridimensionale dell’antico splendore della villa coniugando tecnologia e archeologia.

ABRUZZO

 

Alba Fucens, fondata dai Romani nel 304 a.C., si trova in una posizione strategica a nord del fiume Fucino, circondata da uno scenario suggestivo. Scoperta solo nel 1949, Alba Fucens fu coinvolta nei conflitti romani e divenne un centro importante durante l’età imperiale.

È famosa per il suo splendido anfiteatro risalente al I sec. d.C., incastonato tra i monti sulle pendici della collina di San Pietro, ma tutta l’area è decisamente interessante: l’abitato è circondato da mura in opera poligonale e suddiviso in isolati regolari al cui interno sono collocati gli edifici pubblici e privati.

I principali assi stradali, via del Miliario, via dei Pilastri e via dell’Elefante, delimitano l’area centrale, dove si trovano il foro, la Basilica, le terme. Tra queste ultime si intravede il macellum (o mercato), mentre più avanti è possibile ammirare diverse case appartenenti al patriziato locale tra cui la Villa conosciuta come Domus.

Diversi poi gli edifici religiosi, fra i principali ricordiamo il Tempio di Apollo, il Tempio di Iside e appunto il Santuario di Ercole.

Il museo di Alba Fucens è in fase di allestimento; alcune delle opere principali, tra cui il colossale Ercole Epitrapezios, sono attualmente esposte presso il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Villa Frigerj a Chieti.

MARCHE

 

Sentinum, sito archeologico rilevante nelle Marche, offre una panoramica dell’antica città, preservata dalle ricostruzioni moderne. L’assetto urbanistico romano, con le strade e i resti degli edifici, è ben conservato. Esplorando il parco e il museo associato, si scoprono dettagli raffinati come decorazioni in marmo, splendidi mosaici e sculture preziose.

Fu teatro di importanti eventi nella storia romana, inclusa la battaglia delle Nazioni nel 295 a.C. che consentì a Roma di conquistare la regione adriatica centrale nel 41 a.C., fu successivamente ricostruita e mantenne il suo prestigio fino al IV secolo d.C., quando subì una crisi e venne abbandonata definitivamente.

La città presenta un’organizzazione urbana romana con cardo e decumano che si incrociano nel foro, strade minori e un sistema fognario conservato. Lungo il cardo si trovano i resti di un complesso termale del III secolo d.C. con piscina, peristilio, calidarium e frigidarium.

Al di fuori delle mura, a Santa Lucia, si trova un altro edificio termale del I secolo d.C. con ambienti come il tepidarium e l’apodyterium. L’insula del pozzo ospita vari edifici, tra cui uno dedicato alla lavorazione del bronzo.

I mosaici preziosi e ben conservati sono un vero tesoro: il mosaico policromo di “Aion” rappresenta personificazioni in un paesaggio naturale e il mosaico del ratto di Europa è osservabile nel museo archeologico collegato al parco, insieme ai reperti degli scavi.

LAZIO

 

Ostia antica, una delle principali colonie romane, rappresenta un grande centro urbano dell’antica Roma. Fondata nel 620 a.C. da Anco Marzio, quarto re di Roma, per sfruttare le saline alla foce del Tevere, la città conobbe un notevole sviluppo durante l’età imperiale.

Dotata di teatro, foro, acquedotto e un porto, divenne un importante centro commerciale e portuale. Tuttavia, declinò rapidamente nell’era tardo-antica e fu abbandonata nel Medioevo.

Gli scavi di Ostia antica offrono la possibilità di esplorare le rovine perfettamente conservate. Camminando lungo il Decumano Massimo, che collega Porta Romana a Porta Marina, ci si immergerà nel reticolo di strade, piazze e quartieri dell’antica città. Alcuni edifici conservano ancora insegne e affascinanti mosaici descrittivi.

Nella zona settentrionale si trovano il Foro delle Corporazioni e l’imponente Teatro, testimonianze della vita commerciale durante l’età imperiale. Altre costruzioni di interesse includono le Terme di Nettuno con i loro mosaici marini, la Basilica, la Domus di Eros e Psiche, il mitreo semi-sotterraneo e una taverna ben conservata con il suo bancone. Le insule, ovvero le case affrescate, sono visitabili su prenotazione.

L’atmosfera misteriosa e senza tempo delle rovine di Ostia antica vi catturerà, offrendo una straordinaria finestra sul passato.

TRENTINO

 

L’Area Archeologica di Fiavè è un sito straordinario che comprende le Palafitte di Fiavè, uno degli insediamenti preistorici meglio conservati risalente all’età del bronzo. Questo sito è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011, insieme ad altri siti di palafitte presenti nelle Alpi.

Le Palafitte di Fiavè sono state scoperte casualmente nel 1864, durante lo svuotamento di un laghetto. Da allora, sono state condotte numerose campagne di scavo e ricerche che hanno portato alla luce una serie di abitazioni palafitticole risalenti a circa 4.000 anni fa.

Il sistema costruttivo era tipico delle popolazioni preistoriche che vivevano in zone palustri o lacustri.

Le abitazioni sono organizzate in gruppi intorno a tre laghetti: il Lago di Fiavè, il Lago Roncone e il Lago Nembia. Ogni laghetto ospita diverse palafitte, che sono accessibili tramite passerelle e piattaforme in legno che consentono ai visitatori di avvicinarsi e osservare da vicino le strutture.

FRIULI VENEZIA GIULIA

 

A Cividale il Museo Archeologico conserva nell’area occidentale del sottosuolo i resti di un complesso abitativo dell’età tardo romana (III sec. d.C.), testimonianza delle trasformazioni avvenute nel primo medioevo.

Le tracce dei focolari testimoniano una frequentazione successiva degli ambienti, probabilmente collegata all’incendio durante l’assedio degli Avari del 610 d.C.

Evidenza immediata sono le due sepolture in situ, parte di un gruppo più ampio di 12 tombe risalenti all’età tardo antica e all’alto medioevo.

Sotto il Museo si trovano importanti resti del Palazzo dei Patriarchi dell’alto e basso medioevo. Nel 2008 furono scoperte sepolture infantili, probabilmente dell’alto medioevo, ancora visibili, che hanno interessato il pavimento musivo. Queste scoperte forniscono nuovi elementi per una datazione antica di questa parte del complesso.

VENETO

 

La Grotta di Fumane è un tesoro del passato, un viaggio nel tempo di 90.000 anni età.. Questo antico rifugio risale al Paleolitico, alle origini dell’umanità. Esplorarla è affascinante perché svela le tracce della vita e della cultura degli uomini di Neanderthal, così come i primi uomini sapiens.

La presenza umana è documentata tra 60.000 e 25.000 anni fa. Successivamente, a causa di una glaciazione, l’accesso alla grotta fu bloccato. La lunga frequentazione della grotta, la ricchezza delle testimonianze e la presenza di stratificazioni contemporanee degli uomini di Neanderthal e degli uomini sapiens rendono questo sito uno dei più importanti in Europa.

La stratigrafia dettagliata permette di osservare direttamente sulla roccia le diverse fasi di occupazione del luogo. Sono visibili tracce di focolari e vari reperti, tra cui utensili e ossa di animali. Sulla parete del vero riparo, dipinta d’ocra, si trovano alcuni dei più antichi disegni della storia. Due di questi sono ben visibili e identificati: uno rappresenta un animale, mentre il secondo è ancora oggetto di dibattito. Potrebbe trattarsi di un rituale sciamanico o associato alla caccia, con l’ostentazione di una preda.

Il museo associato alla grotta offre un’esplicazione approfondita e integra la struttura stessa del riparo, consentendo una visione diretta dei reperti. Sono disponibili anche laboratori didattici per adulti e bambini.

LOMBARDIA

 

Le incisioni della Valcamonica sono considerate il più importante esempio rupestre d’Europa. Più di 300.000 figure sono state scolpite sulle pareti rocciose, con una concentrazione maggiore nella zona di Capo di Ponte.

Nel 1958 è stato istituito il Parco Nazionale di Naquane, il primo sito archeologico italiano a diventare Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1979.

Le rocce istoriate mostrano la vita degli antichi Camuni, che abitarono la regione per millenni. Nel Paleolitico (8000 a.C.), le figure di animali, soprattutto cervi, sono incise in modo semplice con strumenti rudimentali. Durante il Neolitico, l’agricoltura viene rappresentata con immagini di uomini impegnati in attività quotidiane e momenti di culto. Nel 3000 a.C., con l’arte della lavorazione dei metalli, compaiono scene di caccia, guerra e abitazioni, testimoniando la stabilità dei Camuni.

Le incisioni si interrompono con l’arrivo dei Romani, ma queste testimonianze sono ancora visibili oggi, offrendoci la possibilità di immergerci in un libro a cielo aperto.

PIEMONTE

 

Julia Augusta Bagiennorum era un antico centro fondato dai Liguri Bagienni e successivamente conquistato dai Romani nel I secolo a.C. Situata a circa 2 km dall’attuale comune di Bene Vagienna, la città romana era strategica per il controllo delle vie di transito tra la pianura padana, le valli dei fiumi affluenti del Po e i passi alpini.

La città iniziò a declinare nel IV secolo d.C., probabilmente a causa della perdita di importanza delle vie di transito circostanti. I suoi edifici furono demoliti e la città romana cadde nell’oblio fino a quando, nel XVII secolo, i continui ritrovamenti di reperti romani fecero sorgere l’ipotesi di un vero centro urbano. Solo verso la fine del 1800 si arrivò alla riscoperta di Augusta Bagiennorum.

Oggi, su una superficie originale di 21 ettari, solo 5 sono visibili. La città era circondata da mura, e sono stati scoperti i resti di quattro torri e due porte che delimitavano il perimetro.

Il percorso di visita parte dalla chiesetta di San Pietro, costruita sopra i resti dell’acquedotto romano e vicino alla necropoli meridionale che si estendeva fino all’anfiteatro, prosegue verso i basamenti di una torre angolare per raggiungere l’area sacra della città con i resti del tempio, il Foro con la basilica civile, il complesso del teatro e il quadriportico retrostante. L’itinerario si conclude con l’anfiteatro e la Cascina Ellena, che ospitano il Parco e la Sovrintendenza.

I reperti provenienti dal sito sono esposti nel Museo Archeologico di Palazzo Lucerna di Rorà, nella vicina Bene Vagienna.

porta pretoria aosta

Infine è d’obbligo parlare della regione che ospita la nostra sede, tra le mete più belle da visitare nel periodo estivo.

 

VALLE D’AOSTA

 

Augusta Prætoria ad Aosta, caratterizzata da una pianta rettangolare, si sviluppa tra limiti naturali: il pendio montuoso a nord, il corso del fiume Buthier a est e quello della Dora Baltea a sud. Il Decumano massimo, principale arteria cittadina, collega la città al flusso del traffico. L’incrocio a angolo retto con il Cardine massimo decentralizza l’area forense. Le strade, che si intersecano perpendicolarmente, suddividono lo spazio in isolati rettangolari chiamati “insulae”.

Nel settore nord-orientale si trovano il Teatro e l’Anfiteatro, collegati da un portico centrale. Questo quartiere dello spettacolo occupa tre isolati ed è facilmente raggiungibile dalla Porta Prætoria.

Gli edifici residenziali di prestigio si concentrano principalmente lungo il Decumano massimo, mentre quelli di livello inferiore e i caseggiati popolari si trovano lungo i Cardini minori e nella zona meridionale.

All’esterno di Augusta Prætoria, spiccano monumenti come l’Arco onorario, il ponte sul Buthier e le aree cimiteriali. La zona a ovest della città, le colline e le zone coltivabili ospitano residenze e attività produttive. La villa urbano-rustica della Consolata, a nord-est, è un esempio di integrazione tra abitazione e agricoltura.

 

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Se invece state per visitare una delle regioni non in elenco, leggete il nostro articolo sui siti più belli in località di mare qui.

Buone vacanze!

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