Nei primi due articoli di approfondimento sull’impresa archeologica (che trovate qui e qui) vi ho parlato del perché avviare un’impresa archeologica rappresenta un’opportunità e dei primi passi da compiere per creare un’impresa che duri nel tempo e cresca all’interno del variegato panorama italiano.
In questo articolo evidenzio due contributi importanti che l’impresa archeologica deve e può apportare per offrire più stabilità all’intero settore.
La necessità per l’impresa archeologica di creare un metodo di lavoro.
Nell’archeologia il mercato di riferimento è in costante evoluzione e l’archeologia professionale rappresenta un ambito di attività relativamente giovane: le prime società e cooperative archeologiche sono state costituite solo negli anni ’80 e in Italia ancora faticano a stabilizzarsi e a definire dei modelli di riferimento a causa del continuo cambiamento della normativa.
La richiesta nel DPCM n. 88 del 14 aprile 2022 di aggiungere un discusso “template” in QGIS, è un indice della difficoltà di definire una procedura che sia univoca, condivisa e oggetto di una valutazione non discrezionale per la consegna della documentazione finale di uno scavo archeologico o di una semplice assistenza da parte delle singole Soprintendenze territoriali.
All’assenza di un quadro normativo chiaro si aggiunge il fatto che tutte le attività di back-office dell’archeologo rappresentano una parte importante di lavoro solo in parte riconosciuta -e di conseguenza pagata- dai Committenti.
Come può tutelarsi l’archeologo professionista di fronte a queste difficoltà?
Da freelance è improbabile trovare una soluzione per rendere il lavoro fluido, efficiente e competitivo sul mercato.
L’impresa archeologica è invece in grado di sopperire mettendo a punto un proprio metodo di lavoro che:
- consenta di distinguersi dalla concorrenza e arricchirsi nel tempo in termini di know how;
- offra una qualità di prodotto costante a Committenti e Soprintendenze;
- faciliti il lavoro in team e il rapido inserimento di nuovo personale, sia dipendente che freelance;
- contenga i costi aumentando le marginalità sui lavori, grazie ai minori sprechi;
- renda scalabile il proprio prodotto-servizio in un ambito dominato dall’incertezza, limitando l’impiego di risorse proporzionali.
Lavorare per definire le proprie regole replicabili nel tempo e nei diversi contesti è quindi il principale aspetto che differenzia l’impresa dai singoli freelance nell’ambito archeologico.

La creazione di un metodo facilita la replicabilità del prodotto e riduce le attività di back office.
Padroneggiare il proprio metodo consente di adattarlo per rispondere alle esigenze del cliente senza subirne passivamente le richieste. E assumendo un atteggiamento proattivo si ottiene il vantaggio di stabilire le tempistiche corrette per svolgere nel miglior modo le attività di ricerca sul campo, a vantaggio dell’archeologia stessa.
La messa a punto di un metodo direziona anche la scelta delle tecnologie, ovvero degli strumenti più idonei a velocizzare le procedure interne all’azienda e che ne consentono il monitoraggio.
La necessità per l’impresa archeologica di organizzare team multidisciplinari.
Molto spesso le imprese che si occupano di attività tecniche rimangono ancorate al loro settore, settore da cui attingono per l’inserimento di figure che “parlano la stessa lingua”. Ciò avviene anche nelle società archeologiche dove spesso l’archeologo/a si ritrova a ricoprire i diversi ruoli all’interno dell’azienda.
Se in una fase iniziale -o per una struttura che desidera rimanere di piccole dimensioni- questo approccio è rassicurante, con il tempo sarebbe opportuno separare i differenti ruoli aziendali e individuare professionalità specifiche per ognuno di essi.
Collaborare nell’impresa attraverso un approccio multidisciplinare ha diversi vantaggi:
- costringe alla semplificazione del linguaggio perché aiuta a uscire dai tecnicismi;
- porta a analizzare i processi e ne favorisce lo “spacchettamento” in singoli step;
- il confronto e la contaminazione consentono di trovare soluzioni inusuali perché i metodi consolidati vengono osservati da prospettive nuove;
- permettono di capire meglio il linguaggio dei clienti target che operano in settori specifici e di allineare le loro esigenze specifiche con i nostri servizi.

Il confronto e la contaminazione di ruoli diversi consentono di trovare soluzioni inusuali.
La differenziazione dei ruoli all’interno di un’azienda consente agli stessi archeologi di dedicarsi alle loro mansioni specifiche ed evolvere progressivamente nelle loro competenze e professionalità.
Questo può avvenire solo se l’impresa archeologica italiana accetta la sfida della specializzazione e comincia a esaminare le carriere al di là della semplice operatività in cantiere.

La specializzazione dell’archeologo è connessa alla capacità dell’azienda di strutturarsi per supportarne la crescita.
In conclusione, sono certa che un processo di strutturazione interna all’impresa -che vede la creazione di un metodo di lavoro e un ben definito organigramma- contribuirà a dare più valore della professione di archeologo e, attraverso la fidelizzazione dei collaboratori e dipendenti, più stabilità ad un settore in cui si alternano periodi di scarsa richiesta del mercato a periodi di carenza di personale.
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