Perché e come creare un’impresa archeologica

Si può fare impresa in Italia in campo archeologico?

 

Il mercato archeologico italiano è più variegato di quello francese e inglese.

Nel nostro paese, accanto a realtà imprenditoriali di piccole e piccolissime dimensioni, esiste una molteplicità di liberi professionisti che fluttuano tra attività di consulenza e lavori sporadici.

Oltralpe, invece, le imprese archeologiche sono più grandi e strutturate, oppure estremamente specializzate, ed è prassi per gli archeologi offrirsi per un lavoro stabile in un contesto aziendale, piuttosto che lanciarsi da freelance nel libero mercato.

La situazione economica contingente sembra non facilitare la scelta di chi ha l’ardire di creare un’impresa archeologica, per il carico di responsabilità e per l’elevato rischio che comporta diventare imprenditori in un mercato sempre meno prevedibile.

Siccome, però, sono una persona che guarda alle possibilità che ci riserva il futuro e ho la tendenza a cercare soluzioni alle difficoltà del presente, piuttosto che scoraggiarmi di fronte alle avversità, credo che proprio in questo momento strutturarsi come impresa possa rivelarsi una decisione lungimirante.

È questa la motivazione che mi spinge a ritagliare uno spazio all’interno del blog Akhet per scrivere articoli dedicati a questo tema. Articoli in cui attingerò dalla mia esperienza ventennale come imprenditrice in campo archeologico, per trasmettere perché e come cogliere l’opportunità di fare impresa.

Partiamo, oggi, dal capire il perché.

 

In un mercato tradizionale la costanza e la competenza sono premianti

In un mercato tradizionale la costanza e la competenza sono premianti

 

5 buoni motivi per fare impresa in archeologia.

 

01. L’obiettivo di innovare

 

In un mercato tradizionale come quello archeologico italiano, accade che la costanza e la competenza acquisita premino più dell’innovazione dirompente. Per cui la resistenza alla sperimentazione di soluzioni o metodi nuovi spesso appartiene proprio ai professionisti, poiché continuare a pensare: “abbiamo sempre fatto così”, offre più garanzie.

Al contrario, l’efficacia di un nuovo processo o l’introduzione di un “prodotto” archeologico innovativo deve essere convalidata dai risultati, e ciò rappresenta una vera sfida in un settore che fatica a identificare i KPI (Key Performance Indicator) da prendere come riferimento e di conseguenza a misurare le performance.

 

L’impresa archeologica, quando ben strutturata, è allenata, invece, ad assumersi il rischio e a sperimentare processi e soluzioni innovative per raggiungere obiettivi misurabili.

 

02. L’acquisizione di un metodo

 

L’archeologia è un lavoro di squadra e offre i migliori risultati quando viene realizzata da team qualificati che condividono un metodo di lavoro. Solo dal confronto continuo e dalla possibilità di suddividersi i compiti sulla base di formazione, competenze e talenti personali, gli archeologi con il tempo possono specializzarsi.

Lavorare come impresa archeologica significa operare in un gruppo di lavoro integrato e fluido, coordinato per essere sempre più rapido ed efficace.

 

Un team orientato alla ricerca e alla sperimentazione del metodo di lavoro più adeguato a misurare bisogni e risolvere problemi del proprio cliente-target di riferimento.

L'archeologia è un lavoro in team

L’archeologia è un lavoro in team

 

03. La capacità di analisi e pianificazione

 

In un settore instabile come quello dei beni culturali, ma che offre infinite opportunità, è utile, se non indispensabile, disporre di parametri oggettivi per valutare i dati e supportare le proprie scelte relative alle committenze con analisi concrete.

Farsi guidare unicamente dalle sensazioni – o dalla tanto abusata passione – potrebbe non essere la scelta migliore per chi deve trovare il suo spazio in un mercato molto competitivo.

 

L’impresa archeologica strutturata definisce a-priori una strategia e un piano sul medio-lungo periodo, indispensabile per direzionare rapidamente gli investimenti e cogliere le nuove opportunità.

 

E soprattutto per imparare a dire di no quando è necessario.

04. La Visione condivisa

 

Avviare un’impresa significa (o dovrebbe significare) dare priorità alle persone, prendere un impegno con se stessi e con quanti decideranno di aderire ad una comune visione.

 

Il nostro intento già venti anni fa era quello di garantire lavoro continuativo agli archeologi sul lungo periodo, nel rispetto della professione e facilitando la creazione di occasioni di lavoro anche per i più giovani.

lavorare in un'impresa archeologica offre ai giovani la possibilità di formarsi sul campo

Lavorare in un’impresa archeologica offre ai giovani la possibilità di formarsi sul campo

Oggi, anche se la strategia imprenditoriale è maturata e prende strade diverse, la nostra idea di cooperazione è identica. E siamo certi che è grazie a questa cultura d’impresa che le persone che hanno creduto e apportato creatività in Akhet sono cresciute professionalmente anche dopo aver lasciato il “nido”.

 

05. La creazione di Valore

 

Il percorso di ogni imprenditore è unico e condizionato da molti fattori: non esiste un manuale che garantisca di non commettere errori. Possiamo solo provare, sperimentare, accettare di sbagliare per imparare piano piano a cogliere opportunità e fare scelte le scelte più idonee alla specifica realtà.

Sono certa però che il primo passo per chi vuole avviare un’azienda sia quello di accettare il proprio ruolo di imprenditore. Passo ancora più sfidante per un archeologo o un’archeologa, perché ancora oggi l’università non ci forma con questa prospettiva né ci mostra i retroscena del lavoro di un’impresa archeologica.

Eppure, quando partecipi ad una gara d’appalto o prendi l’impegno di realizzare un intervento di scavo archeologico, accetti un rischio e una responsabilità nei confronti delle Soprintendenze e dei Committenti, firmi contratti con i collaboratori e assumi personale; prendi accordi per noleggio o subappalti: insomma, sei a tutti gli effetti un imprenditore.

Solo acquisendo questa consapevolezza puoi renderti conto che il tuo lavoro crea Valore, anche se operi nel settore che hai scelto per “passione”.

 

E impari che fare impresa vuol dire generare profitto, prima o poi; perché in ambito archeologico a volte rischiamo di dimenticarcene.

 

Come fare impresa archeologica?

 

Nei prossimi articoli del blog condividerò alcuni spunti di riflessione dettati da quanto stiamo applicando in Akhet dal 2018.

Con il tempo mi sono resa conto, insieme ai miei soci, che esistono momenti di passaggio fisiologici nella vita di ogni impresa, e che, se fossimo stati più preparati in questo senso, avremmo vissuto con maggiore tranquillità alcune tappe importanti della crescita aziendale di Akhet.

Mi auguro che questa esperienza sia utile per innescare un confronto tra le imprese archeologiche di oggi e di domani. E che convinca quanti più archeologi professionisti che inserendosi con un lavoro stabile in una realtà strutturata si hanno più possibilità di dare un serio contributo e ottenere grandi soddisfazioni.

Anche perché, e questo è un ulteriore motivo che si aggiunge ai cinque precedenti, l’accelerazione che interesserà l’Italia nei prossimi anni con gli investimenti del PNRR e le recenti modifiche delle norme sull’archeologia preventiva rendono ancora più interessante la prospettiva dell’impresa in campo archeologico.

 

E il nostro compito come imprenditori è quello di accogliere le nuove sfide e trasformarle in opportunità concrete.

 

I miei suggerimenti? Ci leggiamo tra quattro settimane qui e su LinkedIn

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