VPIA ovvero Verifica Preventiva dell’Interesse Archeologico: cosa intendiamo noi? PARTE I

Le recenti modifiche normative hanno portato maggiore chiarezza sull’intero iter della Procedura di Verifica Preventiva dell’Interesse archeologico (VPIA), dettagliando in maniera accurata i differenti step e specificando che i vari passaggi sono soggetti a specifica e non automatica attivazione.

 

Questi chiarimenti hanno definito anche il ruolo fondamentale della relazione di VPIA che è a tutti gli effetti l’elaborato con il quale la Soprintendenza valuta se attivare o meno i successivi passaggi della procedura. Una vera e propria relazione di “assoggettabilità” -o meno- delle opere da realizzare, che ristabilisce il valore di questo documento e ne accentua l’importanza strategica per il Committente che si appresta a realizzare un’opera. 

 

Di fatto a seguito della valutazione della relazione di VPIA, la Soprintendenza potrebbe anche procedere alla non attivazione della procedura, liberando di fatto le successive fasi del progetto dalla necessità di prevedere costi per indagini archeologiche o attività di sorveglianza in corso d’opera. 

Proviamo allora a descrivere in questo articolo quelli che secondo noi sono gli elementi fondamentali da tenere in considerazione durante la stesura della relazione di VPIA per far sì che diventi un allegato progettuale sempre più strategico insieme ad altre tipologie di analisi preventiva (e predittiva). In particolare ci riferiamo alle carte del potenziale archeologico, di cui siamo attivi sostenitori e promotori attraverso il nostro portale WHARP.

Prima di addentrarci nella descrizione di quelli che, secondo noi, sono i capitoli e i contenuti necessari, ci teniamo a ricordare cosa NON È la relazione di VPIA.

 

  1. La VPIA non è una tesi di laurea o un articolo scientifico: non dobbiamo raccontare la storia di un territorio dalla scoperta ai giorni nostri, ma inquadrare gli elementi di maggior interesse per dimostrare di avere realizzato l’analisi con accuratezza e informare che le nostre interpretazioni e valutazioni conclusive sono quindi supportate dai dati.
  2. La VPIA non è fatta solo a tavolino: il sopralluogo è fondamentale perché solo osservando dove passerà l’opera in progetto potremo verificarne il reale impatto, così come la presenza di trasformazioni recenti del territorio. Non è possibile valutare tutto a distanza!
  3. La VPIA non è un elaborato puramente archeologico: maggiore conoscenza abbiamo dell’opera da realizzare e di come essa verrà realizzata, più accurate saranno le nostre valutazioni e i nostri suggerimenti.
  4. La VPIA non è un documento esclusivamente testuale da considerare come a sé stante ma deve necessariamente collegarsi con tutti gli elaborati di progetto: sì, quindi, alle tavole esplicative, facendo attenzione che siano comprensibili anche ai tecnici e agli altri progettisti, altrimenti non verranno tenute in considerazione.

E ora partiamo!

L’INTRODUZIONE DELLA RELAZIONE VPIA

 

Può sembrare banale sottolinearlo, ma un’introduzione dovrebbe contenere i seguenti elementi:

  • tutti i dati relativi all’ubicazione e alla tipologia dell’opera da realizzare – inserendo anche una planimetria per maggiore chiarezza.
  • Il riferimento di chi ci ha commissionato il lavoro o dei progettisti, se siamo stati incaricati da loro.
  • Il nominativo e i riferimenti dell’archeologo progettista, ovvero di chi ha i requisiti per firmare la relazione di VPIA. Ricordiamoci di inserire anche il numero di iscrizione nell’elenco nazionale esattamente come fanno Architetti e Ingegneri, perché in sostanza questo documento è uno degli allegati di progetto e al pari loro il nostro è un ruolo di responsabilità.
  • I nominativi delle persone che hanno contribuito alla stesura delle differenti parti del lavoro.

 

Quest’ultimo punto è per noi particolarmente importante perché in Akhet 

 

la redazione di una VPIA è un lavoro di squadra in cui sono coinvolte diverse figure professionali che interagiscono tra loro in base alle loro specifiche competenze. 

 

Crediamo quindi che citarne i nomi sia non solo corretto ma anche utile a mostrare il valore del lavoro che c’è dietro al nostro elaborato.  A noi piace anche descrivere come abbiamo operato, ovvero il metodo che abbiamo applicato per realizzare il lavoro.  

In sintesi, una introduzione dovrebbe racchiudere tutti gli elementi utili a riassumere quello che si troverà all’interno dell’elaborato e la tipologia di lavoro svolto.

Studio progettazione VPIA Verifica preventiva interesse archeologico

L’ANALISI DEL PROGETTO

 

Se non siete amanti delle relazioni tecniche e delle infinite tavole che vengono di solito allegate a un progetto, allora non cimentatevi in una relazione di verifica preventiva dell’interesse archeologico! 

Capire nel dettaglio il progetto di costruzione di un’opera è fondamentale per determinare il rischio reale di interferenza con strutture e depositi archeologici.

Quindi armatevi di pazienza e analizzate relazioni e tavole del progetto, alla ricerca di tutte le attività di scavo e di costruzione che possono interferire con la presenza di resti archeologici nel sottosuolo.  

 

In questo l’esperienza e la specializzazione possono essere d’aiuto. Perché se è vero che l’archeologo può redigere relazioni VPIA per qualsiasi tipo di progetto, è anche vero che, come avviene per architetti e ingegneri, specializzarsi in alcuni settori consente di capire con maggiore rapidità i termini tecnici e di cogliere alcuni aspetti operativi che non vengono esplicitati con chiarezza. 

Conoscere i metodi di posa di una rete di teleriscaldamento, di un collettore fognario o di una rete tecnologica aiuta a stimare sia il tempo necessario per redigere la VPIA -e di conseguenza il prezzo da proporre al nostro Cliente- che il tipo di ricaduta reale di quell’opera sull’archeologia.

 

Non sempre un progetto riporta tutti i dettagli operativi che verranno messi in atto in cantiere, perché si concentra necessariamente sugli aspetti tecnici dell’opera e sugli aspetti autorizzativi, molto meno su come verrà realizzata; un elemento dato spesso per scontato o demandato all’esperienza della singola impresa incaricata della sua costruzione. 

Ricordiamo anche che spesso la VPIA viene richiesta nelle fasi iniziali di redazione di un progetto, quando il livello di dettaglio è ancora parziale.

In questi casi la conoscenza acquisita sul campo può fare una notevole differenza sulle nostre valutazioni conclusive.

TAVOLA PER VPIA

GEOLOGIA E GEOMORFOLOGIA

 

Questa parte della relazione VPIA non deve risultare come un copia incolla di informazioni recuperate dalla relazione geologica di progetto, ma rappresenta un passaggio secondo noi fondamentale per inquadrare il territorio in cui sarà realizzata l’opera.

Perciò aggiungiamo già nel titolo di questo capito la specifica “per finalità archeologiche”. 

 

Gli archeologi specializzati in Preistoria sanno quanto sia importante analizzare il paesaggio e le sue conformazioni per valutare il loro utilizzo nelle diverse epoche. 

E solo l’analisi geomorfologica permette di riconoscere anomalie nel paesaggio che oggi potrebbero essere nascoste da riorganizzazioni del territorio, dall’urbanizzazione o da sconvolgimenti naturali avvenuti nei secoli. 

 

Se abbiamo avuto l’occasione di partecipare a scavi preistorici sappiamo anche quanto la sedimentologia e l’analisi delle stratigrafie antiche possa fornire informazioni utili ai fini archeologici: in questo capitolo della relazione VPIA andrebbero quindi inseriti anche i dati derivanti da precedenti indagini geologiche, ad esempio i carotaggi, anche se realizzati per finalità diverse da quelle archeologiche. 

 

Potrebbero segnalarci ad esempio la presenza di “suoli stabili” e offrire indicazioni in merito alla loro quota di rinvenimento: è l’archeologo progettista a dover valutare le conseguenze pratiche delle informazioni geologiche e geomorfologiche, ed ecco perché secondo noi questo capitolo non dovrebbe essere demandato tout court a un geologo.

 

Con questo capitolo si conclude la descrizione degli elementi tecnici che devono essere contenuti nella relazione di VPIA. 

 

Nel prossimo articolo del blog affronteremo gli aspetti più prettamente archeologici e legati alle valutazioni finali.

 

Nel frattempo, se avete domande specifiche sulla relazione VPIA e come la elaboriamo in Akhet, potete farle nei commenti a Linkedin o con un messaggio privato.

 

Ci leggiamo tra 15 giorni!

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